"Maria mi ha insegnato un gioco. Bisognava, nuotando, bere dalla cresta delle onde, trattenere in bocca tutta la schiuma e poi mettersi sul dorso per proiettarla contro il cielo. Si formava così una trina spumeggiante che scompariva nell'aria o mi ricadeva, pioggia tiepida, sopra il viso. Ma dopo un po' avevo la bocca bruciata dal sale. Maria mi ha raggiunto, allora, e nell'acqua si è stretta contro di me. Ha messo la sua bocca contro la mia. La sua lingua mi rinfrescava le labbra e per qualche istante ci siamo rotolati nelle onde. Quando ci siamo rivestiti sulla spiaggia, Maria mi guardava con quegli occhi scintillanti. L'ho baciata. Da quel momento in poi, non abbiamo parlato più. L'ho tenuta contro di me e abbiamo avuto fretta di trovare un autobus, tornare in città, andare a casa mia e gettarci sul mio letto. Avevo lasciato aperta la finestra e dolce era sentire la notte d'estate sopra i nostri corpi bruni."
Albert Camus, Lo straniero
pace e amore
lunedì 28 dicembre 2009
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